lunedì 30 novembre 2015

ETF News

Al debutto in Borsa Italiana, due Etf ad alta diversificazione su area Euro ed Europa
 

Mercoledì 18 novembre, sono stati avviati alle contrattazioni sul mercato ETFplus due nuovi Etf emessi da Lyxor Index Fund: Lyxor Euro Stoxx 300 (Dr) Ucits Etf (Isin: LU0908501132, ticker: MFDD) e Lyxor Stoxx Europe 600 (Dr) Ucits Etf (Isin: LU0908500753, ticker: MEUD).
Entrambi gli strumenti sono gestiti con la replica fisica, a riprova del piano annunciato due settimane fa da Lyxor di avere la metà del proprio patrimonio in Etf a replica fisica.

Il Lyxor Euro Stoxx 300 (Dr) Ucits Etf, specializzato sull’area Euro, rappresenta un’alternativa molto più diversificata rispetto al classico Etf sull’Euro Stoxx 50: ben 300 titoli contro le sole 50 blue chip del più noto benchmark dell’Eurozona, e le prime 10 società che pesano il 22% del patrimonio complessivo, rispetto al 37% dei primi 10 titoli dell’Euro Stoxx 50 (fonte: Lyxor, al 30/10/2015).
Inoltre, la capacità di replica dell’Etf si è dimostrata tale da consentire di pagare tutti i costi (Ter) dello strumento e, addirittura, di ottenere una sovraperformance rispetto all’indice benchmark (della tipologia Total Return Net): +0,42%, da inizio anno, +0,56% a 1 anno, e +1,04% a 2 anni (fonte: Lyxor, al 30/10/2015).
Da notare, infine, che il favorevole trend di mercato sull’Europa ha fatto registrare ottime performance all’Etf: +14% da inizio anno, +16% a 1 anno, +21% a 2 anni (fonte: Lyxor, al 30/10/2015).
Questo Etf ha un Ter annuo dello 0,30% e distribuisce i dividendi semestralmente, a luglio e dicembre.

Il Lyxor Stoxx Europe 600 (Dr) Ucits Etf, focalizzato sull’Europa, si espone a circa 600 società europee a grande e media capitalizzazione, e rappresenta pertanto una soluzione estremamente diversificata (la società maggiore pesa solo il 2,79% del totale). Prevede la capitalizzazione dei dividendi e un Ter annuo dello 0,30%. Anche questo strumento ha conseguito ottime performance: +12% da inizio anno, +13% a 1 anno, e +21% a 2 anni (fonte: Lyxor, al 30/10/2015).

Commentando il lancio di questi due nuovi Etf, Marcello Chelli, referente in Italia per i Lyxor ETF, ha affermato: “I nuovi strumenti sono caratterizzati dalla replica fisica, su cui Lyxor ha focalizzato la propria strategia, e da un’ampia diversificazione che risolve, per esempio, uno dei limiti degli Etf sull’ap-prezzatissimo indice Euro Stoxx 50. La capacità di Lyxor di gestire al meglio la replica fisica è confermata dal Lyxor Euro Stoxx 300 Ucits Etf che, in maniera persistente nel tempo, ha sovraperformato il proprio benchmark”.
 Intervista a Vincenzo Sagone, responsabile ETF & Indexing Business Unit di Amundi Sgr
Amundi è uno dei grandi protagonisti mondiali dell’industria dell'asset management e uno dei pionieri e leader, in Europa, nel business degli Etf. Con quasi 19 miliardi di euro di asset in gestione su oltre 100 Etf quotati, infatti, Amundi è il quinto provider europeo, e il quarto in termini di raccolta da inizio anno (fonte: Bloomberg, a fine giugno 2015). MondoETF ha incontrato Vincenzo Sagone, responsabile ETF & Indexing Business Unit di Amundi Sgr, per conoscere le basi di questo successo e le novità introdotte quest’anno e in fase di lancio.

Quali sono i principali trend nell’industria degli Etf che osservate con maggior attenzione, e come li state cavalcando?
L’industria degli Etf è in continua crescita e, ad oggi, ha raggiunto livelli di masse gestite considerevoli, tuttavia i player sul mercato non sono molti. Questo fa sì che, più che osservare, si è artefici dei vari trend. Tre anni fa è stato l’anno degli Etf coperti dal rischio di cambio. È stata una richiesta palesemente ricevuta dal mercato, che ha impegnato contemporaneamente tutti gli emittenti a creare questo genere di prodotti. In questi anni, i trend che si osservano sono quelli relativi ai prodotti smart beta, alti rendimenti, tasso variabile e al nuovo indice giapponese. Noi copriamo tutti questi segmenti e in alcuni di questi siamo stati promotori dell’innovazione.

L’investimento smart beta è un tema molto caldo in Europa: quali sono le vostre aspettative su questo tipo di approccio? Avete già sviluppato degli Etf basati su queste strategie? Può entrare nel dettaglio di alcune di esse?
Amundi è da sempre molto presente nel mondo Smart Beta. Abbiamo fondi attivi, fondi passivi, mandati istituzionali ed Etf. Abbiamo anche un team di analisti specializzati che producono materiale accademico a corredo dei nostri prodotti. Inoltre, l’anno scorso abbiamo siglato una partnership con ERI Scientific Beta, che è l’emittente di indici dell’EDHEC, una “high school” di portfolio management tra le più famose in Europa. I ricercatori dell’EDHEC conducono da sempre studi sulle strategie Smart beta, e hanno sviluppato un proprio modello trasparente di tipo Multi Strategy. L’EDHEC, infatti, è arrivata alla conclusione che utilizzare insieme più approcci smart beta produce un risultato migliore, nel lungo periodo, rispetto all’utilizzo di una singola strategia. Abbiamo, quindi, emesso l’anno scorso un Etf ed un fondo passivo su un indice ERI Scientific Beta multi strategy Smart Beta Equity Global; da quando è stato quotato in Borsa Italiana, questo Etf ha sempre sovraperformato l’indice tradizionale azionario globale.

Il comparto obbligazionario è stato trainante nel 2014 e 2015: su quale segmento specifico vedete ancora possibilità di sviluppo e di guadagno per gli investitori, e perché?
Guardando i dati di fine maggio, gli Etf obbligazionari  hanno raccolto, quest’anno, 17 miliardi di euro; questo importante dato è frutto di una situazione sui tassi d’interesse favorevole. Questi, infatti, sono scesi negli ultimi anni sino a livelli minimi, creando un apprezzamento generale su tutti i titoli obbligazionari. Lo scenario che ora ci si può aspettare è che i tassi ritornino, presto o tardi, ai livelli storici. In questo caso, un innalzamento dei tassi sarà una zavorra per tutti gli Etf obbligazionari a cedola fissa; questo è stato il motivo per cui, a febbraio di quest’anno, abbiamo quotato in Italia il primo Etf, in Europa, a tasso variabile. Questo fondo replica un paniere di titoli obbligazionari corporate a breve scadenza con cedola variabile. In questo modo, la cedola si adatta al tasso d’interesse del momento, senza far diminuire il prezzo del titolo obbligazionario. Inoltre, diamo così a molte gestioni patrimoniali una via d’accesso a questo segmento obbligazionario, visto che i titoli a tasso variabile hanno delle minimum size non sempre accessibili per piccoli portafogli.

Avete lanciato su Borsa Italiana un Etf sull’S&P 500 Buyback: quali sono le peculiarità di questo tema d’investimento?
Si tratta di un altro dei nostri fiori all’occhiello di quest’anno. Il programma di Buyback è molto utilizzato tra le società americane. Nel 2014, ben 430 società su 500 dell’S&P 500 hanno riacquistato le proprie azioni attraverso un programma di BuyBack. Ovviamente, nel momento in cui una società riacquista parte delle proprie quote azionarie il titolo, automaticamente, si apprezza, generando un rendimento positivo per l’investitore. In effetti, i programmi di Buyback sono proprio utilizzati per remunerare gli azionisti, evitando di incidere sul dividendo.
Il nostro Etf, che replica proprio un paniere di titoli azionari americani con maggior Buyback ratio, intende, quindi, generare un extra rendimento sia rispetto all’indice tradizionale S&P 500 sia ai classici indici ad alto dividendo, e dunque risponde all’obiettivo che ci eravamo posti, ossia fornire un’esposizione ad alto rendimento sull’equity Usa. Inoltre, l’indice possiede anche una caratteristica Smart Beta, perché i 100 titoli selezionati vengono equipesati, garantendo, così, un’esposizione pura al fattore buyback e aggiungendo all’indice le caratteristiche positive degli indici equipesati.

Può darci qualche anticipazione sulle prossime novità di Amundi ETF per l’Italia, e la vostra stima di crescita del mercato degli Etf da qui ai prossimi due anni?
Ci aspettiamo una crescita intorno al 20% per tutto il 2015 e siamo molto positivi anche per il prossimo anno. Abbiamo un piano strategico importante per i prossimi due anni: l’obiettivo è raddoppiare le nostre masse entro il 2017.
Stiamo lavorando ad altre esposizioni utili per i gestori di portafoglio, che contiamo di portare in Italia per la fine dell’anno o, al più tardi, entro l’inizio del 2016.
In termini strategici, intendiamo continuare a lanciare prodotti smart beta, colmare l’offerta di esposizioni primarie non ancora coperte da Etf, e mettere a frutto il nostro Dna: “thinking out of the box”.
Borsa Italiana estende di 5 minuti l’orario di contrattazioni sul mercato ETFplus
Borsa Italiana, in un’ottica di continuo sviluppo e miglioramento della propria offerta di prodotti e servizi, e con lo scopo di promuovere il processo di armonizzazione e convergenza con i principali mercati europei, modifica le Istruzioni al Regolamento dei mercati MTA, MIV, ETFplus, SeDeX e del segmento IDEM Equity, per prevedere dei cambiamenti agli orari di negoziazione. Nello specifico, si posticipa di 5 minuti la chiusura delle negoziazioni per i mercati MTA, MIV, ETFplus, ad esclusione del segmento OICR aperti, e SeDeX.

Più nel dettaglio, si prevede l’estensione della fase di negoziazione continua, la quale terminerà alle ore 17.30, anziché alle ore 17.25, e, laddove applicabile, il conseguente posticipo dell’orario della fase di asta di chiusura e della fase di negoziazione continua al prezzo di asta di chiusura, ridotta di 3 minuti.
Nello specifico, la durata dell’asta di volatilità che si determina in fase di asta di apertura o in fase di negoziazione continua sarà pari a cinque minuti (anziché dieci), più un intervallo variabile di un minuto. Di conseguenza, in caso di superamento dei limiti di variazione negli ultimi cinque minuti (e non più negli ultimi dieci minuti) della fase di negoziazione continua, si determina automaticamente, laddove prevista, l’avvio della fase di asta di chiusura.

Si provvede a ridurre altresì la durata dell’asta di volatilità che si determina in fase di asta di chiusura, fissandola in due minuti (anziché cinque, come attualmente previsto).
Si fa presente che la modifica in discorso si estende anche al mercato ETFPlus, che vedrà così svolgersi la negoziazione continua dalle ore 9:00 alle 17:30, e la negoziazione al prezzo di asta di chiusura (fase di immissione delle proposte; fase di negoziazione) con il seguente orario: 17:35 (17:35:00 – 17:35:59) – 17:42.
  www.etfplus.net


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